Ci sono momenti in cui ci accorgiamo che reagiamo sempre allo stesso modo, una reazione istintiva che guida le nostre scelte, i nostri comportamenti, le nostre emozioni. questa reazione istintiva non è semplicemente il nostro carattere, ma è anche la nostra reazione alle ferite dell'anima che abbiamo.

Le ferite dell'anima sono traumi interiori che ci portiamo dietro e che possiamo considerare delle mappe che ci mostrano dove l'energia si è bloccata e cosa chiede di essere risolto.

Le ferite sono Abbandono, Rifiuto, Umiliazione, Tradimento, Ingiustizia. Spesso volentieri non le riusciamo a vedere perché il nostro EGO interviene per proteggerci dal dolore andando a creare la Maschera. La Maschera è quell'insieme di atteggiamenti e comportamenti che adottiamo e mostriamo fuori in risposta alla ferita. Essa si crea nel momento in cui il dolore ci va alla testa e la mente si anestetizza per evitare di sentire ulteriore dolore.

La ferita crea la Maschera, ma succede anche la dinamica opposta, ovvero che la Maschera crea la ferita.

  • La ferita d'Abbandono crea la maschera del DIPENDENTE, crea delle dipendenze di qualsiasi genere, colui che è abitudinario

  • La ferita da Rifiuto crea la maschera del FUGGITIVO, tende a fuggire dalle persone e dalle situazione per non essere ferito

  • La ferita da Umiliazione crea la maschera del MASOCHISTA, si auto umilia o fa in modo di frasi umiliare, non riuscire a uscire dagli schemi ripetitivi

  • La ferita da Tradimento crea la maschera del CONTROLLORE, vive sempre all'erta, controlla gli altri, opera il controllo su se stesso e sugli altri

  • La ferita da Ingiustizia crea la maschera del RIGIDO/CINICO, adotta una mente rigida e compassata a causa dell'ingiustizia subita

Ma in realtà ogni ferita porta in sé un dono: l'abbandono porta ABBONDANZA, il rifiuto porta ACCOGLIENZA, l'umiliazione porta UMILTA', il tradimento porta OSSERVAZIONE, l'ingiustizia porta ACCONDISCENDENZA.

Ogni ferita ha un suo trattamento di cristalli, e il mio compito è accompagnarti a riconoscere la ferita, vedere la maschera creata dall'EGO a aiutarti a trasmutare la ferita attraverso il trattamento di cristalli nel dono che porta con sè.

Si può affrontare una singola ferita oppure decidere di fare il percorso completo in cui si andranno a vedere tutte e 5 le ferite.

IL COMPORTAMENTO ORGOGLIOSO NASCONDE UNA GRAN PAURA DI ESSERE RIFIUTATO, DI NON ESSERE AMATO.

L'EGO SI VANTA DI TUTTO CIO' CHE E' MATERIALE. IL CUORE SA RICONOSCERE IL SUO POTERE DIVINO ED E' SEMPLICEMNTE RICONOSCENTE.

AMARTI SIGNIFICA CONCEDERTI IL DIRITTO DI ESSERE CIO' CHE SEI IN QUALSIASI MOMENTO: QUESTO E' IL MODO IN CUI PUO' AVVANIRE UNA TRASFORMAZIONE INTERIORE ED ESTERIORE.

LA FERITA DA ABBANDONO

La ferita da abbandono ci parla del nostro sentirci abbandonati e poco importanti. E' connessa con la pancia e in particolar modo con la madre, ci fa sentire metaforicamente abbandonati dalla figura materna.

La persona con questa ferita creerà delle dipendenze, fisiche o mentali, per colmare il senso di vuoto scaturito dalla ferita. E' in questo frangente che si crea la Maschera del DIPENDENTE.

La ferita da abbandono chiede di essere vista attraverso il bisogno di scioglimento delle dipendenze grazie al discernimento, per arrivare al senso di ABBONDANZA che chiede di essere accolto.

La pietra simbolo di questa ferita è la ROSA DEL DESERTO, la quale ci chiede di smontare i paletti della mente per alleggerire il cuore dalle fragili infrastrutture costruite dagli attaccamenti a cose o persone, per permettere al nostro cuore di sbocciare in tutta la forza e bellezza.

LA FERITA DA RIFIUTO

La ferita da RIFIUTO ci fa sentire respinti nel nostro essere e ci induce alla fuga. E' connessa con la pancia ma alla figura del padre, quindi legata alla responsabilità e alla capacità di prendere decisioni.

La persona con questa ferita inizierà a fuggire da tutto e da tutti, in particolare da quelle situazioni e persone che pensa gli procureranno dolore, anche se non ne ha la certezza. Tenderà a rifugiarsi in un mondo tutto suo pieno di illusioni, generando la maschera del FUGGITIVO.

La ferita da rifiuto chiede di essere vista per scoprire le verità che non vuole vedere, accettare, ammettere, creando quel contenitore che gli insegnerà i suoi limiti, aiutandolo a coltivare il senso di ACCOGLIENZA che ne deriva.

La pietra simbolo di questa pietra è la CELESTINA, la quale accoglie colui che fugge, lo tiene al sicuro e non lo giudica. Ci educa all'accoglienza, a non scappare, a stare con sé stessi, e non ci fa escludere dal mondo.

LA FERITA DA UMILIAZIONE

La ferita da umiliazione ci parla del sentirsi sminuiti, o adottare atteggiamenti che ci fanno sminuire agli occhi degli altri. Questa ferita è connessa sia alla madre che al padre, armonizzarle per far pace con la questione della famiglia.

E' la via di mezzo tra le prime due e le ultime due, può essere conseguenza delle prime due e causa delle ultime due. E' importante risolverla in quanto si attiva già dalla nascita ed è l'ago della bilancia tra le prime due e le ultime due.

La persona ferita da umiliazione crea la maschera del MASOCHISTA. La forma più comune è dire sì quando vuole dire no e dire no quando vuole dire sì. Questa persona preferisce stare nella sua zona comfort piuttosto che mettersi in gioco e complicarsi la vita, alimentando automatismi che diventano abitudini.

La ferita da umiliazione chiede di essere risolta per ritrovare quel senso di UMILTA' che porta la trasformazione in sé stessi e nella vita, apprendendo l'arte di cambiare approccio alle situazioni che si ripresentano.

Le pietre di questa ferita sono il LEGNO FOSSILE e il QUARZO EMATOIDE. Il legno fossile aiuta ad equilibrare il cielo e la terra, aiuta a stabilizzare le nostre emozioni, a radicarci, liberandoci dagli schemi famigliari. il Quarzo ematoide favorisce l'interruzione della passiva coazione a ripetere e rompere gli schemi, aiuta a liberarci da tossine e attaccamenti mentali ed emozionali. agisce su tutte le questioni di sangue che hanno indotto la sottomissione.

LA FERITA DA TRADIMENTO

La ferita da tradimento è quella ferita che giunge inaspettata e ci lacera il cuore. va a incidere direttamente sul cuore parlandoci di tradimento delle aspettative attese e verso la vita.

La persona con questa ferita dà tutto per scontato finché non accade un evento inaspettato che fa crollare le sue certezze. da qui nasce la maschera del CONTROLLORE. Cercherà di controllare sé stesso, gli altri e gli eventi, per evitare che accada di nuovo vivendo nel costante sospetto. Si controlla nel parlare e nel muoversi, concentrato a controllare sé stesso e le situazioni, senza notare i particolari tra le illusioni che distolgono la sua attenzione.

La ferita da umiliazione ci fa vedere di risolverla coltivando il senso di OSSERVAZIONE dei dettagli e tradurre gli eventi con occhio clinico, con uno sguardo capace di cogliere i particolari e dare un senso costruttivo alla ferita, vedere l'evento da un'altra prospettiva. Ci chiede di attivare il perdono per liberarci dal nodo creatosi tra noi e gli altri, che altrimenti ci terrebbero agganciati a loro e al passato.

L e pietre di questa ferita sono l'OSSIDIANA e il GRANATO. L'ossidiana è il cristallo che ci aiuta ad affrontare le paure per coltivare il coraggio, agisce sul nostro fuoco e ci dona la capacità di cogliere i dettagli. Il granato è il cristallo dei lutti, non solo il classico concetto, ma anche lutto di accettare che una cosa che ho dato per scontato è finita, insegna ad accettare l'incertezza.

LA FERITA DA INGIUSTIZIA

La ferita da ingiustizia, la più importante, la possiamo considerare la madre di tutte le ferite. Possiamo risolvere le altre ferite ma se non risolviamo questa, si ripresenteranno i nodi delle altre. E' quella ferita che va a intaccare la mente, entrando in diretto contatto con l'EGO.

La persona con questa ferita ritiene di non essere apprezzata per il suo valore, non essere rispettata, pensare di ricevere troppo o troppo poco. Da qui inizia a crearsi la maschera del RIGIDO/CINICO. In questa ferita l'effetto del colpo inatteso ricevuto compromette l'equilibrio cuore-cervello, ci congela il sangue nelle vene e si diventa rigidi e cinici con noi e con gli altri. Questo colpo ci disorienta perché ci porta a tagliare i ponti col nostro sentire, portandoci a creare un maggiore controllo su noi stessi e sulle nostre azioni.

La ferita da ingiustizia chiede di essere risolta per tornare a quel grado di sensibilità per sentire di nuovo il cuore vivo e parlante. Sciogliere i nodi famigliari per sentirci parte dell'umanità alleggeriti da pesi che non sono nostri. Il tutto per arrivare al senso di ACCONDISCENDENZA all'amore, per permettergli di entrare in noi per capire e cogliere il giusto significato in ogni evento e persona.

Le pietre di questa ferita sono il QUARZO IALINO, il DIASPRO e la PIRITE. Il quarzo ialino ci aiuta a chiarificare la memoria e i pensieri, cambiare la visione della vita portandola verso un'armonia. Il diaspro sgretola i condizionamenti terrestri, umani, sociali e le influenze del mondo. Dona coraggio e forza d'azione. La pirite aiuta a riconoscere il nostro oro e a integrarlo nella nostra vita per diventare carne e ossa la ricchezza che siamo.

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